Le campagne elettorali sono da sempre l’argomento prediletto per chi, come me, si occupa anche dello studio e della realizzazione di efficaci strategie di comunicazione politica.

Questo argomento, incontra spesso, elementi di marketing  dove l’elezione di un candidato in una posizione strategicamente influente, dipende esclusivamente dal suo modo e modi di agire e comunicare.

Il linguaggio politico e gli strumenti utilizzati in una campagna elettorale servono a decodificare con chiarezza magnetica, i propri pensieri o idee, nel modo più facile e svelto possibile, veicolando capacità e conoscenza .
Attenzione però,  comunicare  in campagna elettorale nel modo più facile e svelto possibile, non vuol dire fare come il Turrini,  che ha pensato male nell’impostare il  suo volantino di propaganda .

“La foto è servita per attirare la tua attenzione – scrive infatti Turrini, accanto all’immagine che ritrae la modella di spalle – altrimenti non l’avresti mai letto” ( fonte:  ilfattoquotidiano.it,10 maggio 2016).

Herbert Marshall McLuhan e la  sua interpretazione innovativa degli effetti prodotti dalla comunicazione, non sbagliava affatto, quando parlava di mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione, che produce effetti pervasivi sull’immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell’informazione.

Il detto, “nel bene e nel male purchè se ne parli” che troppi ritengono ancora fondante, non  è da prendere in considerazione, anzi oggi più che mai con l’ausilio dei nuovi strumenti del comunicare ciò che è virtuale e’ reale.

Se penso male, comunico male. Se penso bene comunico bene.

Mai come oggi “il medium è il messaggio”.

Le Scienze della Comunicazione (comprendendo dunque sociologia, psicologia sociale, antropologia, semiotica e massmediologia) e le scienze politiche,  danno vita alla Comunicazione Politica.

L’incontro di queste due discipline indica una pratica comunicativa che pone in relazione  politici e cittadini.

E’ la Comunicazione Politica, che influenza, soprattutto in campagna elettorale, l’opinione dei cittadini nei confronti di un partito o di un candidato politico.

Il successo o l’insucceso nella ricerca del consenso  elettorale, dipende dal rapporto che si instaura con i cittadini, attraverso l’uso dei “mass media” e soprattutto  della RETE.

Altresì, dipende dal modo di impostare le campagne elettorali,  e i Manifesti o volantini,  oltre all’uso studiato di un determinato linguaggio politico nei cossiddetti momenti delle verità.

Viviamo tempi moderni che pretendono, oserei dire impongono, professionalità al limite della perfezione, che sappiamo non esistere.

Ma viviamo tempi moderni!

George Orwell, nel  lontano 1945, pubblicò un saggio sulla lingua della politica “Politics and the Englis Language”  ricco di stimolanti riflessioni  che ancor oggi risultano di grande attualità. Anche Umberto Eco, si è dedicato all’argomento in tempi più recenti.

La Comunicazione Politica,  non crea delle novità, semplicemente suscita delle novità.

“L’identità” di un  candidato per quando  plasmabile o modificabile, non potrà mai essere stravolta, o radicalmente mutata.

Chi decide di presentarsi in politica ed affrontare una campagna elettorale, chiedendo voti per la propria persona,  si deve ricordare  di essere “inchiodato” di fronte ad uno specchio.

Sei lo spettatore di te stesso, in una stasi fisica e mentale apparente, perché Tu non te ne Accorgi, ma la tua “identità” viaggia veloce più della luce, in una comunità GloCale, in cui tutti siamo interconnessi, all’interno di uno spazio armonioso e omogeneo, dove però, i tuoi sensi, le tue affermazioni, i tuoi modi e pensieri di agire,  sono estesi a Tutti, e se commetti degli errori sei OUT!

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Dr.Mag.Riziero Di Pietro

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